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La giostra degli scambi

La giostra degli scambi
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Brossura:
257 Pagine
Editore:
Sellerio Editore Palermo
Pubblicato:
30/04/2015
Isbn o codice id
9788838933448

Descrizione

Non abbagli la luce matta che, sugli schermi delle pagine, proietta comiche a rapidi scatti: una schermaglia rodomontesca con due mosche fastidiose; una rissa con attori che sbaccanano e come palla si involvono e rotolano, con braccia e gambe che si agitano, tra pugni e morsi, e lampi di lama; un commissario con un occhio pesto e un orecchio morsicato, che per "scangio" viene arrestato dai carabinieri; una servente che prende a padellate e fa prigioniero un intruso, che l'ha distolta dalle occupazioni culinarie; un signore ben curato e ben vestito, che più volte va a un appuntamento: a vuoto sempre, e deluso. E c'è anche il remake di una scenetta antica e surreale (dal "Libro mio" di Pontormo passata a "Il contesto" di Sciascia) di chi, con la mente scardinata, sta chiuso in casa, e a chi bussa risponde di non esserci. In così lunatica atmosfera sembra che i dettagli creino digressioni. Ma è negli interstizi che il mistero prospera, insondabile; e lento scivola, dilatatorio, deviando gli aghi di qualsivoglia bussola e decorando di apparenze ingannevoli le sue trame da brivido. Il romanzo è un pantanoso labirinto del malamore, di un tenebroso malessere: geloso oppure ossessivo. Nel dedalo di meandri, giravolte, gomiti d'ombra, nasconde una "camera della morte": l'ultima, la più segreta, come quella delle mattanze nelle tonnare. A Vigàta i notturni sono di leopardiana bellezza. Non assolvono però il fruscio di invisibili ali di tenebra. Montalbano si è svegliato con una premonizione.

La nostra recensione

Peggio di così la giornata di Montalbano non poteva cominciare. Passi per la impervia lotta notturna con una mosca fastidiosa e tenace; ma l’arresto per rissa da parte dei carabinieri, proprio no. Chiarito l’equivoco, però, il cielo non si rischiara: a Montalbano viene infatti riferito del sequestro lampo e pieno di lati oscuri di Manuela, una ragazza di trent’anni aggredita, narcotizzata e rilasciata subito dopo senza essere derubata né aver subito alcuna violenza. Ad aggrovigliare la matassa, quel giorno stesso Montalbano viene a conoscenza di un altro sequestro anomalo, del tutto simile al precedente. In questo caso si tratta della bella nipote di Enzo, il proprietario della trattoria dove Montalbano “si rifocilla”, anche lei aggredita, narcotizzata e anche lei rilasciata illesa poche ore dopo. Unico indizio, un’apparente coincidenza: entrambe le ragazze lavorano in banca. Ma non è finita qui. Un “incendio doloroso” - come riferisce l’ineguagliabile Catarella - danneggia il negozio di elettrodomestici di Marcello Di Carlo, incallito dongiovanni di Vigàta, il quale, per aggiungere camurria a camurria, è sparito nel nulla. Potrebbe essere una banale fuga d’amore con la fidanzata di turno, ma potrebbe anche esserci sotto qualcosa di illecito: debiti? mafia? vendetta passionale? Sembrano tutti episodi privi di senso, ma un senso deve pur esserci e quando una terza ragazza, anche lei impiegata di banca, è vittima del medesimo tipo di sequestro, Montalbano quel senso nascosto comincia a intravederlo. Montalbano sarà anche un po’ invecchiato e quei fili bianchi tra i capelli e quelle rughe sotto gli occhi della sua Livia che scandiscono l’inesorabile scorrere del tempo lo spaventano e lo commuovono un po’; eppure, quando è di fronte a un intrigo la cui soluzione sembra sfuggire di mano a tutti, il suo intuito e la sua lucidità non risentono affatto del tempo che passa.
Antonio Strepparola