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La rete di protezione

La rete di protezione
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Brossura:
291 Pagine
Editore:
Sellerio Editore Palermo
Pubblicato:
25/05/2017
Isbn o codice id
9788838936555

Descrizione

La rete di protezione è il libro di Camilleri del 2017 con protagonista il commissario Montalbano.

Una fiction girata a Vigàta con grande coinvolgimento di tutto il paese, dei vecchi filmini in super 8 degli anni Cinquanta, una casa di campagna ridotta a un rudere, l’irruzione di uomini armati e mascherati nella scuola media: questi gli avvenimenti che si intrecciano nella Rete di protezione.

"La potenza di Camilleri, come sa chiunque abbia letto qualcosa di suo, cioè moltissimi, sta tutta nella capacità di catturare il lettore, l’ascoltatore, come se le pagine avessero già voce propria, la voce antica della “cunta”, del racconto orale, quello che i vecchi facevano ai giovani» ha scritto Michele Serra. I gialli con protagonista il commissario Montalbano si prestano in modo particolare ad essere ascoltati: le pause, le inflessioni, conferiscono alla narrazione un timbro straordinario e il senso stesso del romanzo - con quella lingua che non è dialetto e non è italiano - ne risulta potenziato.

La Vigàta di Montalbano è in subbuglio: si sta girando una fiction ambientata nel 1950. Per rendere lo scenario quanto più verosimile la produzione italo-svedese ha sollecitato gli abitanti a cercare vecchie foto e filmini. Scartabellando in soffitta, l’ingegnere Ernesto Sabatello trova alcune pellicole: sono state girate dal padre anno dopo anno sempre nello stesso giorno, il 27 marzo, dal 1958 al 1963. In tutte si vede sempre e soltanto un muro, sembra l’esterno di una casa di campagna; per il resto niente persone, niente di niente. Perplesso l’ingegnere consegna il tutto a Montalbano che, incuriosito, comincia una indagine solo per il piacere di venire a capo di quella scena immobile e apparentemente priva di senso. Fra sopralluoghi e ricerche, poco a poco in quel muro si apre una crepa: un fatto di sangue di tanti anni fa, una di quelle storie tenute nell’ombra. Ma non c’è tempo per arrivare a una conclusione del mistero, perché il clima d'allegra sovraeccitazione che regna a Vigàta invasa dalla troupe della fiction viene sconvolto da un episodio tanto grave quanto indecifrabile: nella scuola media irrompono uomini armati e mascherati, si dirigono nella III B, minacciano; poi, in fuga, esplodono alcuni colpi di pistola. Il Questore coinvolge l’antiterrorismo, ma Montalbano, che sa indagare fra le pieghe dell’animo umano, capisce che tutto potrebbe avere a che fare proprio con la scuola, frequentata tra gli altri da Salvuzzo, il figlio di Mimì Augello. Eccolo allora immergersi nel mondo per lui nuovo dei social, fra profili facebook, twitter e blog, dimostrando, anche senza l’aiuto di Catarella, di districarsi a dovere...

La rete di protezione di Camilleri: un'anteprima del libro

«La parlata di Catarella s’astutò di colpo come se avissi finuta la carica.
“Rispondi solo alle mie domande. Ci sono morti e feriti?”.
“Nonsi dottori, nisciuno. Per grazia do Signoruzzo, capitò che…”.
“Zitto! Passami Fazio o al dottor Augello”».
«Salvuzzo si misi alla scrivania, addrumò lo schermo del PC e con ’na vilocità ’mpressionanti per Montalbano che l’osservava ’nfatato, raprì icone come finestre, le chiuì, scrissi, arrispunnì, addimannò, mentri che liggiva i messaggini sul tilefono e ne componiva la risposta, arrivaro soni, rumori, parole mentre che smanettava sui tanti apparecchi diversi che tiniva sul tavolo. Faceva cento cose tutte ’nzemmula, adoperando le dita con la stissa liggirizza delle gamme di un ballerino».

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La sveglia si misi a sonare di malo. Montalbano, ancora con l’occhi chiusi, stinnì ’na mano verso il commodino e, tastianno, circò d’astutarla scantannosi che la rumorata arrisbigliasse a Livia che gli dormiva allato. Ma le sò dita ’ncontraro un bicchieri che prima s’arrovisciò e po’ cadì ’n terra. Santiò. E subito sintì a Livia che arridacchiava. Si girò verso di lei.
«Ti ha svegliato la...?».
«No, lo ero da un pezzo».
«Davvero? E che facevi?».
«Cosa volevi che facessi? Aspettavo la luce del giorno e ti guardavo».
Montalbano pinsò che la sò testa, taliata di darrè, doviva essiri un paisaggio monotono.
«Lo sai che negli ultimi tempi mentre dormi talvolta ti capita di fischiettare?» spiò Livia.
A ’sta rivelazioni, Montalbano, va’ a sapiri pirchì, s’irritò.
«Come faccio a saperlo se dormo? E poi che significa fischiettare? Eseguo canzonette, opere liriche o cosa?».
«Calma, non ti sarai offeso, spero! Mi spiego meglio: certe volte emetti una specie di fischio».
«Col naso?».
«Non lo so».
«La prossima volta stacci attenta se fischio col naso o con la bocca e poi me lo dici».
«Ma fa differenza?».
«Sì, grandissima. Mi ricordo di avere letto qualcosa su un tale che aveva un fischio al naso che poi si rivelò un sintomo letale».
«Ma dai! A proposito, ho fatto un brutto sogno».
«Me lo vuoi raccontare?».
«Stavo seduta a leggere in una verandina identica alla nostra che però dava sulla banchina del porto. A un tratto sento delle voci concitate e alzo gli occhi. Vedo un uomo che grida aiuto inseguito da un altro uomo che gli intima di fermarsi. Quello che scappa ha in testa un foulard, una bandana, qualcosa annodato sotto il mento. L’inseguitore ha una larga cintura nella quale sono infilati una gran quantità di lunghi coltelli. A un certo momento l’inseguito si trova davanti la fiancata di un barcone. Ha un attimo d’esitazione e l’inseguitore ne approfitta per lanciargli un coltello che raggiunge l’uomo alla nuca, la trapassa e, uscendo dalla gola, l’inchioda contro il legno della fiancata. Una cosa orribile. Allora l’inseguitore si ferma e si mette a lanciare altri coltelli verso la vittima disegnandone il contorno del corpo. Poi, di colpo, si è voltato verso di me avanzando di un passo. E qui, per fortuna, mi sono svegliata».
«Ieri sera ci abbiamo dato dentro coi polipetti!» fu il commento di Montalbano.
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