Torna indietro

Accabadora

Accabadora
17,10 -5%   18,00 

Ordina ora per riceverlo lunedì 5 ottobre. 

34 punti carta PAYBACK
Rilegato:
164 Pagine
Editore:
Einaudi
Pubblicato:
01/01/2009
Isbn o codice id
9788806197803

Descrizione

La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull'orlo del precipizio. Maria ha sei anni ed è appena diventata "figlia d'anima" dell'anziana Bonaria Urrai, secondo l'uso campidanese che consente alle famiglie numerose di compensare le sterilità altrui attraverso una adozione sulla parola; il patto tacito è che la figlia acquisirà lo status di erede, ma in cambio promette di prendersi cura della madre adottiva nei bisogni della vecchiaia. La bambina è inizialmente convinta che Bonaria Urrai faccia la sarta, e infatti le giornate sono segnate dallo scorrere nella bottega casalinga di una umanità paesana, fatta di piccole miserie e di relazioni costruite di gesti e di sguardi, molto più che di parole. Accettata come normale dal paese, l'adozione solidale tra la vecchia e la bambina si consolida malgrado lo sfaldarsi circostante delle antiche certezze. Attraverso lo sguardo privilegiato della bambina che cresce, le contraddizioni tra il vecchio e il nuovo emergono via via più evidenti: nell'esperienza della scuola dell'obbligo, e in quella del confronto tra la fede cristiana e i retaggi di una religiosità assai più antica nel tempo.

La nostra recensione

'Acabar', in spagnolo, significa finire. E in sardo 'accabadora' è colei che finisce. Accabadora, con il quale la sarda Michela Murgia, è stata designata vincitrice della XLVIII edizione del premio Campiello, racconta la vita di Maria, bambina, che abita in casa dell'anziana sarta Bonaria Urrai, Tzia Bonaria. Vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché "le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge". E adesso avrà molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l'aspettano, come imparare l'umiltà di accogliere sia la vita sia a morte. D'altra parte "non c'è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada".
Se dapprima Maria è spaventata dalle uscite notturne della vecchia vestita di nero, capirà infine che la sua è una pazienza quasi millenaria delle cose della vita e della morte. Fino al giorno in cui la frattura che si apre fra di loro sarà così grande da costringere Maria ad abbandonare la sua terra e la sua vita. Ma il forte legame materno fra loro guiderà Maria al suo naturale destino.
Accabadora di Michela Murgia, diventerà un film. La conferma dell'inizio riprese in primavera è stata data dalla stessa Murgia e dal produttore Francesco Tagliabue.

La curiosità. La accabadora nella storia e nella tradizione della Sardegna. La Accabadora è una figura chiave della tradizione sarda: era la donna che accompagnava gli ultimi istanti dei moribondi, dando loro il colpo finale ed evitandogli una lunga sofferenza. Una vera e propria eutanasia ante litteram. Si è molto discusso sull'effettiva esistenza della Accabadora e sulla presunta mitologia riguardante la sua stessa figura, ma è oggi possibile affermare che la Accabadora esistette davvero e fu una figura centrale della società sarda.
Valeria Merlini