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Bottega, scuola, accademia. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630. Catalogo della mostra (Verona, 17 novembre 2018-5 maggio 2019). Ediz. a colori

Bottega, scuola, accademia. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630. Catalogo della mostra (Verona, 17 novembre 2018-5 maggio 2019). Ediz. a colori
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Brossura:
96 Pagine
Editore:
Franco Cosimo Panini
Pubblicato:
31/01/2018
Isbn o codice id
9788857014494

Descrizione

"Attraverso questa mostra il Museo di Castelvecchio amplia significativamente il proprio percorso espositivo, offrendo al pubblico l'occasione di apprezzare una delle più originali e feconde stagioni dell'arte veronese dei secoli scorsi, un periodo animato dall'operosità di una grande bottega artistica guidata da Felice Brusasorzi, che esercitò un ruolo determinante nel panorama della cultura figurativa cittadina tra Cinque e Seicento. L'iniziativa fa da corollario a lunghi anni di studi e ricerche storico-artistiche finalmente raccolti nel recentissimo secondo volume del Catalogo generale dei dipinti e delle miniature delle collezioni civiche veronesi, un monumentale lavoro corale pubblicato nel 2018 con la curatela di Paola Marini, Ettore Napione, Gianni Peretti e il contributo degli Amici dei Civici Musei d'Arte - a cui sarà dedicata prossimamente una speciale presentazione - nel quale è possibile reperire informazioni aggiornate su un considerevole patrimonio pittorico cittadino. Nel sobrio quanto intenso allestimento, predisposto in Sala Boggian dalla Direzione dei Musei Civici per rievocare il fervore creativo e produttivo di un'antica bottega di pittori, è possibile ammirare un pregevole nucleo di dipinti che per ragioni di spazio non sono normalmente esposti nella Pinacoteca del museo ma sono custoditi in depositi. A questi si affiancano alcuni preziosi fogli del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe di Castelvecchio e altre opere provenienti da istituzioni e collezioni diverse, selezionate secondo un rigoroso criterio filologico dai curatori dell'esposizione, Francesca Rossi e Sergio Marinelli." (Francesca Briani)