Torna indietro

Chi ha ucciso Pio La Torre? Omicidio di mafia o politico? La verità sulla morte del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

Chi ha ucciso Pio La Torre? Omicidio di mafia o politico? La verità sulla morte del più importante dirigente comunista assassinato in Italia
15,20 -5%   16,00 

Ordina ora per riceverlo mercoledì 24 agosto. 

30 punti carta PAYBACK
Brossura:
284 Pagine
Editore:
Castelvecchi
Pubblicato:
17/04/2012
Isbn o codice id
9788876156427

Descrizione

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile del 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell'omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell'ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l'uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un'Italia libera dal peso della mafia-politica e dall'influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Trent'anni dopo l'omicidio, l'esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della Sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E per la prima volta si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all'oscuro. Prefazione di Andrea Camilleri.

La nostra recensione

Quando Armando Sorrentino decide di scrivere Chi ha ucciso Pio La Torre? insieme a Paolo Mondani, decide di farlo soprattutto per penetrare un periodo della storia dell'Italia che è stato visitato in maniera, a detta degli autori, superficiale: il '79 e l'82 in Sicilia dove, all'interno di quel periodo, sta l'omicidio di Pio La Torre che segna un passaggio di fase per il vecchio partito comunista italiano, ma anche per la democrazia nel nostro Paese. Attraverso carte e documenti gli autori si sono sforzati di far rivivere la figura di un dirigente politico, ma anche di un uomo politico, che è appartenuto ad un partito, ma che oggi appartiene alla democrazia di questo Paese.
Paolo Mondani ricorda quando seppe di Pio La Torre: nel 1981, quando a Comiso vennero giovani da tutta Europa per manifestare contro le installazioni dei 112 missili americani. Nel libro Pio La Torre viene descritto come un pacifista imprevisto, un uomo della destra del partito che ad un certo punto si trova a dirigere un movimento di giovani nel quale il suo partito, il partito comunista, sembrava un poco imbarazzato, non lui però.
Dice Andrea Camilleri nella prefazione: "L'ipotesi che gli autori di questo libro fanno sui moventi dell'omicidio mi ritorna da sempre come un trapano". Il libro è effettivamente su chi ha ucciso Pio La Torre, perché gli autori non sono stati convinti da quello che tutti sanno: la conclusione giudiziaria di questa storia è che la mafia lo abbia ucciso. No, non solo la mafia lo ha ucciso, ma un network di poteri che lo aveva vissuto in quegli anni come il suo peggior nemico.
Valeria Merlini