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Destino

Destino
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32 punti carta PAYBACK
Brossura:
440 Pagine
Editore:
Il Saggiatore
Pubblicato:
09/05/1000
Isbn o codice id
9788842815976

Descrizione

Nel Messico del nuovo millennio, la testa di Josué Nadal, recisa dal corpo durante l'ennesimo episodio di sangue, racconta, ricorda e divaga. Ci presenta personaggi reali e incredibili al tempo stesso: il prete ribelle Filopater, il magnate Max Monroy, l'avvocato Antonio Sanguines, la matriarca Antigua Concepcion, ma anche il passato, i miti e le speranze tradite di una nazione. Nel nuovo romanzo di Carlos Fuentes la narrazione è drammatica, tenebrosa, angosciante, magnetica. Sullo sfondo, l'atmosfera oscura e desolante di un Messico devastato dalla violenza e dal cinico potere criminale.

La nostra recensione

Tenere ora tra le mani "Destino", il libro di Carlos Fuentes, appena uscito in Italia, dà la strana e vibrante sensazione di vivere un privilegio. E di essere di fronte a una sorta di testamento dello scrittore messicano morto il 15 maggio scorso, poche briciole di tempo fa. Sembra poi un disegno del destino - guarda caso - che a muovere la narrazione sia una testa mozzata, "sperduta come una noce di cocco sulla riva dell'Oceano Pacifico lungo la costa messicana del Guerrero", che racconta il suo passato, quando era ancora in vita, a noi "sopravvissuti". Quel capo senza corpo è di Josué Nadal, giovane di 27 anni, orfano cresciuto sotto l'ala di un oscuro protettore. Proprio Josué ripercorre gli anni andati, l'incontro fatale con l'amico Jericó, le loro conversazioni filosofiche con padre Filopáter, l'avventura con l'infermiera dalla pelle scura Elvira Ríos, gli amplessi con la prostituta dall'ape sulla natica, la relazione con la perduta Lucha Zapata, l'indottrinamento dell'avvocato Antonio Sanginés. Personaggi indimenticabili aiutano o ostacolano l'inconsapevole viaggio di Josué verso una rete di illegalità che lo porta ad allontanarsi da Jericó. I due sono amici, quasi gemelli inseparabili come Castore e Polluce, i Dioscuri, o forse fratelli che l'ambizione riduce a Caino e Abele. Tramite la memoria postuma della testa mozzata, Fuentes intreccia un arazzo maestoso tra passione, magia e desiderio nel Messico moderno. Perché al di là dell'idealista Josué e del cinico Jericó, il personaggio più affascinante che emerge da Destino è immancabilmente México D.F., Città del Messico, nella sua vastità di corruzione, rassegnazione, speranza cieca. Il Messico tanto amato e sviscerato da Fuentes è un Paese che ha bisogno di un rinnovamento rivoluzionario, che non si è compiuto dopo la rivoluzione messicana del 1910.Attraverso una scrittura ricca e brillante e una struttura tortuosa e complessa che mostra - senza esibire - una vasta conoscenza, il letterato latinoamericano fonde misticismo e realismo. E intanto ci racconta la storia politica, filosofica ed economica del suo Messico in una lirica dal fascino rivelatore.
Simona Santoni