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Divorare il cielo

Divorare il cielo
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37 punti carta PAYBACK
Rilegato:
430 Pagine
Editore:
Einaudi
Pubblicato:
08/05/2018
Isbn o codice id
9788806222277

Descrizione



A dieci anni da La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano torna a raccontare la giovinezza e l'azzardo di diventare adulti.

L’amicizia fra maschi, la ribellione a Dio e ai padri, il desiderio e la rivalità: Divorare il cielo è un grande romanzo sul nostro bisogno di trasgredire, e tuttavia di appartenere costantemente a qualcosa o a qualcuno. Al centro c’è una generazione colma di vita e assetata di senso, che conosce tutto eppure non si riconosce in niente. Ragazzi con un piede ancora nel vecchio millennio, ma gettati nel futuro, alla disperata ricerca di un fuoco che li tenga accesi.

La prima volta che Teresa li vede stanno facendo il bagno in piscina, nudi, di nascosto. Lei li spia dalla finestra. Le sembrano liberi e selvaggi. Sono tre intrusi, dice suo padre. O tre ragazzi e basta, proprio come lei. Bern. Tommaso. Nicola. E Teresa che li segue, li studia, li aspetta. Teresa che si innamora di Bern. In lui c'è un'inquietudine che lei non conosce, la nostalgia per un'idea assoluta in cui credere: la religione, la natura, un figlio. Sono uno strano gruppo di randagi, fratelli non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, carichi di nostalgia per quello che non hanno mai avuto. Il corpo li guida e li stravolge: la passione, la fatica, le strade tortuose e semplici del desiderio. Il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. E la campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni, quattro vite, un amore. Coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto del mondo.

"Nella vita poteva accadere anche questo, che dentro le persone nascessero dei desideri inconciliabili. Non era giusto, ma non si poteva evitarlo, ed era successo a noi."

Una storia d’amore e di amicizia. Un racconto epico, trascinante, che cattura il lettore e lo trattiene a lungo, per lasciarlo pieno di domande e di risposte, di fiducia nella potenza della narrazione.

"Tornai alla masseria di corsa. La sbarra d’ingresso era aperta. Ripercorrere il tratturo fi no alla casa fu come sprofondare con il corpo dentro un ricordo d’infanzia, un ricordo che era rimasto lí tutto intero ad aspettarmi. Riconoscevo ogni cosa, ogni albero, ogni crepa di ogni singolo sasso. Scorsi Bern seduto sotto il pergolato, insieme ad altri. Ebbi un’ultima esitazione perché neanche allora, vedendomi, mi incoraggiò a raggiungerlo. Ma poco dopo ero lí con loro. Bern e io, Tommaso e Corinne, Danco e Giuliana: le persone con le quali avrei diviso gli anni successivi della mia vita, i migliori in assoluto, e il preludio inconsapevole dei peggiori".

La nostra recensione

Nel tempo sospeso di una vacanza in Puglia, la quattordicenne Teresa conosce il suo quasi coetaneo Bern. Teresa arriva da Torino in compagnia del padre, rigoroso ingegnere che nella villa di famiglia sembra ritrovare una versione non addomesticata di se stesso. Bern vive nella vicina masseria insieme alla piccola comunità stretta intorno al carismatico zio Cesare, che all’ombra di un leccio insegna i miti della creazione e gli innesti sugli alberi da frutto, scandendo come un patriarca i tempi della preghiera e del lavoro. Teresa ascolta i Roxette sul walkman; Bern, scuro e serissimo, le risponde con le parole dei Salmi mentre sguscia montagne di mandorle. Eppure, un’estate dopo l’altra, Teresa viene accolta nella “comune” della masseria, addentrandosi insieme a Bern e ai suoi amici nelle scoperte inquiete dell’adolescenza. E ogni volta, al momento di separarsi, affetto e tristezza si mescolano in un viluppo sempre più indistinguibile. Per vent’anni vanno e vengono i treni tra Torino e la Puglia, le case si costruiscono e si sfanno, i corpi si allacciano e si sciolgono tra sapore di miele e asprezze d’aceto. In una storia potente e generosa di amore e di amicizia, di figli alla ricerca di padri forse irraggiungibili, celati dietro un cielo da assalire, da divorare.

L'autore

Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982. È autore di La solitudine dei numeri primi (Mondadori, 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), Il corpo umano (Mondadori, 2012) e Il nero e l'argento (Einaudi, 2014). Ha scritto per il teatro (Galois e Fine pena: ora) e collabora con il Corriere della Sera.