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Gene invadente. Riduzionismo, brevettabilità e governance dell'innovazione biotech (Il)

Gene invadente. Riduzionismo, brevettabilità e governance dell'innovazione biotech (Il)
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Brossura:
337 Pagine
Editore:
Dalai Editore
Pubblicato:
01/01/2006
Isbn o codice id
9788884909909

Descrizione

Basato sulla puntuale ricostruzione del pensiero e degli sviluppi della biologia moderna, "Il gene invadente" è una lucida esplorazione dei paesaggi culturali, giuridici e politici nei quali si muove l'innovazione biotecnologica. Ma soprattutto è la sintesi dei fatti utili a mettere a fuoco un dibattito composito e destinato senza dubbio ad allargarsi. Il quadro storico recente è piuttosto chiaro. Dalla scoperta della struttura del DNA alla decifrazione del genoma umano, la genetica molecolare ha fatto un salto di qualità impressionante. È ormai evidente che negli esseri viventi i meccanismi che presiedono alle funzioni ontogenetiche e metaboliche dipendono da reti di regolazione in cui l'informazione contenuta nel DNA è una delle componenti essenziali, ma non la sola. La ricerca di base sulle fitte connessioni che esistono fra genoma, proteine e stimoli ambientali ha messo in luce che il concetto di gene come elemento di causalità lineare dei processi biologici deve essere rivisto in maniera radicale. Nel frattempo, gli studi di medicina di popolazione hanno mostrato che fra ereditabilità e trasmissione genetica esiste una differenza inequivocabile: il più delle volte sono le abitudini e l'ambiente di vita individuali - e solo marginalmente i geni - i fattori che predispongono alle malattie, come per esempio la maggioranza dei tumori. Tuttavia, in una parte consistente della ricerca applicata si impiegano tecniche innovative per produrre ritrovati concettualmente vecchi, il cui presupposto è la semplificazione dei meccanismi che li sottendono. Gli usi del DNA ricombinante basati su una concezione ingegneristica dei sistemi biologici hanno riscosso un notevole successo a livello industriale, a prescindere da qualsiasi visione complessiva. Così si è aperta la strada a un processo di mercificazione del vivente che ha avuto anche l'effetto di rivitalizzare illusioni scientifiche obsolete, come quella secondo cui sarebbe possibile ricreare un universo biologico complementare a quello che si è evoluto sulla Terra in quattro miliardi di anni. È evidente che il brevetto biotecnologico è il vero traguardo, ma in uno scenario di crescita infinita degli appetiti economici. Sbarrando l'accesso a un numero incalcolabile di beni materiali e immateriali fra loro interconnessi - geni, tecniche, apparecchiature, dati, conoscenze ecc. - si è generato un groviglio inestricabile di 'proprietà intellettuali'. Tutto ciò che viene toccato dal grande business diventa accessibile unicamente a suon di royalty. La prima risorsa a farne le spese è la libera cirolazione delle informazioni, ma le ripercussioni sono numerose e altrettanto aggrovigliate. Molti osservatori cominciano a dubitare che questa strategia di innovazione scientifica e tecnologica sia quella giusta, intanto i giuristi sollevano dubbi sulla sua legittimità.