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Il gran rifiuto

Il gran rifiuto
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Libro:
176 Pagine
Editore:
Jaca Book
Pubblicato:
01/01/2003
Isbn o codice id
9788816502574

Descrizione

Reinhold Schneider (1903-1958) è scrittore di lingua tedesca conosciuto in Italia solo per echi variamente rilanciati. Ne hanno sentito il nome i lettori di von Balthasar, ne hanno letto qualche citazione gli appassionati del Medioevo, i cultori di storia e della memoria imperiale. Schneider, difatti, presto entrato in conflitto con il nazionalsocialismo al suo tempo dominante in Germania, concepì la sua opera come un lungo 'excursus' storico, una interpretazione delle forme di vita e di civiltà dell'occidente. Tutti i suoi scritti più conosciuti, "Gli Hohenzollern", "Kaiser Lothar", "Bartolomeo de Las Casas", "Il gran rifiuto", rappresentano in forme sempre nuove le vicende della storia medievale cristiana. Schneider, però, non era uno storico. Le sue ricerche in realtà erano il paziente e instancabile pedinamento di tracce di resistenza al potere, di figure che non avevano fatto propria la logica dell'oppressione e della ragione di Stato. Come lascia intendere il titolo, "Il gran rifiuto" tratta della vicenda di Celestino V, il pontefice che rinunciò alla sua carica avendo raggiunto la convinzione di non essere in grado di governare la Chiesa e la cristianità. Per Schneider la vicenda era fin troppo attraente. Egli, tuttavia, estende la problematica dal potere ecclesiastico a quello civile. Accanto a Celestino V e Benedetto Caetani (Bonifacio VIII), compaiono i regnanti Carlo I e Carlo II, il figlio di quest'ultimo Luigi, chiamato ad espiare la colpa di suo padre e della sua casa che, per salire al trono, ha perpetrato violenze e ingiustizie, ha versato il sangue reale di Corradino di Svezia. I lettori italiani ricordano che di questo intreccio di tematiche si occupò "L'avventura di un povero cristiano" di Ignazio Silone. L'opera di Schneider è più complessa e tragica. Essa si muove con passione irrisolta intorno al conflitto tra grazia e potere, tra la ragione di Stato e la coscienza di Celestino che vorrebbe governare la Chiesa restando discepolo di Cristo.