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Jimi Hendrix. Zero. La mia storia

Jimi Hendrix. Zero. La mia storia
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42 punti carta PAYBACK
Brossura:
246 Pagine
Editore:
Einaudi
Pubblicato:
08/07/2014
Isbn o codice id
9788806216535

Descrizione

"Questo libro è opera di Jimi Hendrix a tutti gli effetti. Essendo però stato realizzato dopo la sua morte, mi sembra opportuno spendere qualche parola su come sia giunto alla redazione finale. In qualche modo, persino l'idea del libro è di Jimi, dato che si è sviluppata mentre lavoravo a un biopic su di lui insieme ad Alan Douglas. Né io né Alan avevamo infatti intenzione di mettergli in bocca parole non sue, perciò abbiamo iniziato a sperimentare dialoghi costruiti a partire da cose che Jimi aveva effettivamente detto. Pur utilizzando le sole fonti certificate, abbiamo così messo insieme un dossier gigantesco. C'era materiale in sovrabbondanza perché durante i quattro anni trascorsi sotto i riflettori Jimi ha rilasciato interviste di continuo. Inoltre era uno scrittore incallito: si serviva della carta da lettere degli alberghi e di fogli sciolti, pacchetti di sigarette, tovaglioli e tutto ciò che gli capitava sottomano. Benché alcuni passi delle sue interviste, come alcuni dei suoi scritti, siano già stati pubblicati altrove, troppo spesso sono serviti per accreditare la visione della vita e della musica di altri..." (Dall'introduzione di Peter Neal). Sul genio artistico di Jimi Hendrix moltissimo è stato scritto e detto. Mancava però la sua versione. Ed eccola in questo libro. Jimi Hendrix ha lasciato una quantità di scritti: cartoline, lettere, appunti, interviste, testi di canzoni e poi diari, poesie e discorsi on stage. "Zero" ripropone questi materiali in forma cronologica e narrativa.

La nostra recensione

Sfasci 3 o 4 chitarre e la gente ne deduce che tu non faccia altro”. E invece al di là dei clichè consolidati questa autobiografia involontaria - fatta di interviste, biglietti, appunti, lettere, stralci di diario, immagini e canzoni - fa emergere un ritratto di Jimi Hendrix più articolato e complesso. La ricostruzione narrativa che l’amico Peter Neal ha tratto da materiali disparati ci lascia una traccia interiore che scavalca gli episodi (chitarre bruciate etc.) e si addentra nell’uomo e nel musicista, svelando uno sperimentatore, un perfezionista quasi maniacale in sala di registrazione, un animo inquieto e curioso, attento a ogni sfumatura e sempre disposto a mettersi in gioco. Tutt’altro che un improvvisatore, Jimi Hendrix studiava a fondo suoni e parole, cercando un equilibrio e al contempo una frattura che desse alla sua musica un’impronta unica, non casuale. Il più grande chitarrista di tutti i tempi – secondo la classifica della rivista Rolling Stones - si racconta così senza un ordine e senza un’intenzione precisa, ma secondo i lampi improvvisi del suo stato d’animo in quei quattro intensi folgoranti brevissimi anni in cui la sua chitarra ha cambiato la storia del rock. Hendrix era abituato a scrivere in continuazione, a buttare giù idee e progetti, appunti e sensazioni, rilasciando un numero incredibile di interviste durante le quali spaziava su molti argomenti, non solo sulla sua musica. Dalle sue parole esce anche una fotografia con un’inquadratura del tutto personale dell’epoca e del mainstream musicale di quegli anni fondamentali e difficili. L’impressione che vivesse tutto molto in fretta e bruciasse la vita con una voracità pari solo alla sua passione per la musica emerge anche da questo collage di memorie e percezioni; eppure solo pochi giorni prima della sua misteriosa morte in circostanze mai chiarite del tutto poteva scrivere parole piene di futuro e di intenzioni: “All’orizzonte c’è qualcosa di nuovo e Jimi Hendrix ci sarà”. Ma quanto inquieto e complesso, a volte instabile e disorientante, fosse Jimi Hendrix lo dicono le parole che ha lasciato scritte nello stesso periodo: “Non so se arriverò a 28 anni”. Non ci arrivò, purtroppo.
Antonio Strepparola