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Shakespeare scriveva per soldi

Shakespeare scriveva per soldi
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28 punti carta PAYBACK
Brossura:
182 Pagine
Editore:
Guanda
Pubblicato:
09/04/2009
Isbn o codice id
9788860888006

Descrizione

Una lettura tira l'altra, almeno secondo Nick Hornby, che ancora una volta ci guida tra gli scaffali della sua personalissima biblioteca, dispensando con tono cordiale dubbi, consigli e confidenze. Ci sono classici e novità, opere di amici e di esordienti, alcuni volumi acquistati e poi subito riposti in un canto, ma soprattutto libri letti, divorati o lasciati a metà, magari ripresi o abbandonati per sempre. Nel suo nuovo diario di letture Hornby non segue un copione prestabilito. In accordo con la sua idea di letteratura, si lascia guidare da passioni ed entusiasmi profondamente radicati nella vita, senza badare ai pareri della critica ufficiale. Si passa da un saggio su Shakespeare a un graphic novel, da Henry Miller alla letteratura per l'infanzia e ai libri per gli adolescenti, un genere, quest'ultimo, di cui Hornby si è recentemente infatuato. Non manca una parte dedicata ai film, sempre visti con l'occhio dello scrittore appassionato di storie mai banali, specie se ruotano attorno alla vita di un genio della musica come Bob Dylan. E durante i Mondiali di calcio, per guardare ogni giorno le partite assieme ai suoi amici e fare qualche scommessa via Internet, Hornby riesce persino a passare un mese senza libri. Per poi rituffarvisi subito.

La nostra recensione

Un nuovo sguardo nella vasta libreria dell'autore.
Dopo la sua dichiarazione d'amore per la lettura in Una vita da lettore, Nick Hornby torna a parlare dei libri che ruotano attorno alla sua vita. Shakespeare scriveva per soldi non è nient'altro che una nuova raccolta delle sue recensioni, apparse sulla rivista americana The Believer dall'Agosto 2006 fino al Settembre 2008. Ciò che rende unici gli articoli di Hornby, tanto da farne un libro (anzi, più di uno!), è il suo stile spensierato e umoristico, un piacere da leggere indipendentemente dal fatto che si conoscano le opere di cui si parla. Ogni capitolo incomincia con la lista dei libri acquistati e di quelli letti. È soltanto il punto di partenza per la miriade di riflessioni che riempiono le pagine.
Hornby scrive per passione, e si vede. Innanzitutto, non parla di libri che gli vengono imposti, ma solo unicamente di quelli che ha voglia di prendere in mano. Ce ne sono veramente di tutti i tipi: l'alta letteratura di Orwell e Dickens, la letteratura moderna di Corman McCarthy o quella per bambini e adolescenti di David Almond. Ma anche libri sconosciuti, scritti da parenti o amici. In secondo luogo, non è per forza detto che si parli unicamente di libri. Hornby adora il calcio, è un accanito tifoso dell'Arsenal e l'arrivo dei Mondiali è capace di allontanarlo da qualsiasi libreria. In questo modo, tra un libro e l'altro si inframmezzano anche i racconti di buffi episodi della sua vita o la veloce cronaca dell'ultima partita di calcio. E non mancano anche varie riflessioni sul cinema e sulla musica. Forse si può recriminare all'autore di selezionare dei titoli in modo così "soggettivo" da non accontentare un bacino di pubblico troppo vasto. Ma in fondo, il nuovo libro di Hornby è il suo "diario del lettore". Personale sì, ma "universalmente" divertente.
Tiziano Gagliardo