Torna indietro

Skagboys

Skagboys
19,00 -5%   20,00 

Ordina ora per riceverlo martedì 20 aprile. 

38 punti carta PAYBACK
Brossura:
618 Pagine
Editore:
Guanda
Pubblicato:
24/10/2012
Isbn o codice id
9788860888358

Descrizione

"Per me è stato amore al primo buco, matrimonio alla prima fumata. Esatto, io amo la mia ero. La vita dovrebbe essere come quando sei strafatto." E questa la filosofia degli skagboys, i tossici scozzesi resi famosi da Trainspotting. In questo libro Irvine Welsh racconta l'antefatto, il momento in cui Mark Renton, Sick Boy, Spud e i loro "soci" scivolano inesorabilmente nel baratro dell'eroina. Fra scene di devastante crudezza e depravazione, episodi grotteschi e squarci di inaspettata poesia e tenerezza, ogni personaggio emerge dalla pagina con tutta la propria violenza verbale, la propria rabbia e brutale autenticità, raccontando in prima persona e senza compromessi una decadenza fisica e morale irrimediabile. Disillusi e privi di ogni stimolo, i personaggi di Welsh si gettano alle spalle lavoro, amore, famiglia, persino la passione calcistica, opponendo a tutto questo una parabola solipsistica e autodistruttiva. E il trionfo della vita ai margini nel suo splendore epico e negativo, dove il protagonista assoluto è il linguaggio esuberante, eccentrico, imprevedibile. Sembra di sentirli parlare davvero, Rents e Sick Boy, lungo la ferrovia, in cerca di "quel sollievo che ti sembra un'estasi quando ti scorre per le vene nel cervello, e l'euforia incredibile perché i problemi del mondo, tutta la merda, si dissolvono attorno a te nella polvere".

La nostra recensione

Lo stile è duro, spietato, violento; le atmosfere sono crudeli, pesanti, sporche; i personaggi sono brutali, inermi, disfatti. Sono gli Skagboys, i tossici che abbiamo conosciuto in Trainspotting e che ora Irvine Welsh riproietta indietro nel tempo in una sorta di antefatto della loro discesa agli inferi. Eppure in questo 'ritratto del tossico da giovane' si sprigiona, se possibile, ancora più rabbia, più devastazione, più degrado che nella versione 'matura'. È come se Sick Boy, Spud, Renton e gli altri vogliano affermare un loro caotico diritto naturale all'annientamento, in anni (gli anni Ottanta della Thatcher) segnati da droga, violenza, pop music, disoccupazione, scontri sociali, che per loro si trasforma in un inevitabile e appagante declino, in cui però non si rinuncia mai a ridere e ad amare.
Welsh riprende i suoi ragazzi scoppiati e li fotografa in quel momento in cui la disgregazione famigliare e sociale che li travolge (e da cui si lasciano travolgere) li precipita in un vortice ribollente di sballi, sesso, depravazione che l'autore rende con linguaggio dirompente ed esplosivo. La sua scrittura è come una sfera di piombo che rotola inesorabile e non conosce ostacoli: spiazza, disarma, spacca e lo fa ora con crudeltà, ora con ironia, ora con humour, rilasciando nel lettore echi qui tragici, là grotteschi, altrove comici.
Antonio Strepparola