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Timira. Romanzo meticcio

Timira. Romanzo meticcio
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Brossura:
525 Pagine
Editore:
Einaudi
Pubblicato:
11/05/2012
Isbn o codice id
9788806205928

Descrizione

Nel 1919 Giuseppe Marincola è maresciallo di fanteria nella Somalia italiana. Combatte le tribù ribelli, addestra i dubat, mette al mondo due figli con una donna del luogo, ma a differenza di tanti commilitoni decide di riconoscerli e farli crescere a Roma. Giorgio e Isabella Marincola diventano così due dei primissimi "black italians" a frequentare le scuole della capitale, durante gli anni di Mussolini, dell'Impero e delle leggi razziali. La loro storia personale si intreccia a quella dell'Italia. Giorgio muore da partigiano in Val di Fiemme. Isabella, enigmatica mondina in "Riso amaro", schiava di Medea in una tragedia di Corrado Alvaro, modella per Guttuso, nei primi anni Sessanta torna in Somalia. Ma la guerra civile la costringe a fuggire nell'Italia di Tangentopoli, dov'è testimone e vittima di un nuovo razzismo. "Timira" indaga ottant'anni di storia da una prospettiva inusuale: il colonialismo fascista, la difesa della razza, l'amministrazione fiduciaria in Somalia, la cooperazione con Siad Barre, la visita di Craxi a Mogadiscio, il fallimento dello Stato. E ci racconta un paese incapace di farsi carico del suo passato.

La nostra recensione

Una moltitudine di parole, di tempi, di storie, di sentimenti. Una moltitudine di documenti a cui il collettivo Wu Ming mette ordine con rigore storico e grande passione narrativa per raccontare la vera storia di Tamira. Mondina nel capolavoro di Giuseppe De Santis, Riso amaro, Tamira nasce Isabella Marincola, da madre somala e padre italiano, che deciderà di crescere lei e suo fratello Giorgio nella Roma di Mussolini. Modella per Guttuso, attrice, esule ribelle, divisa tra due patrie, Tamira, nella ricostruzione che ne fa il figlio Antar Mohamed, è una donna in lotta per i suoi diritti. Protagonista di storie intrecciate tra Europa ed Africa, conduce una vita libera e impavida. Troppo nera per essere italiana, ma non abbastanza per la Somalia, tanto da renderla dolorosamente una profuga in patria. Attraverso la sua storia e quella di un colonialismo che neppur si nomina più, ripercorriamo la nostra di storia, di quell'Italia delle terre di frontiera, tra le contraddizioni della Prima Repubblica e le macerie della Mogadiscio degli anni Novanta.
Athena Barbera