Torna indietro

Vite parallele. Pelopida e Marcello

Vite parallele. Pelopida e Marcello
12,35 -5%   13,00 

Ordina ora per riceverlo martedì 9 marzo. 

25 punti carta PAYBACK
Tascabile:
528 Pagine
Editore:
Bur Biblioteca Univ. Rizzoli
Pubblicato:
25/11/1998
Isbn o codice id
9788817172523

Descrizione

"Pochi autori hanno conosciuto, nel corso della tradizione storica, periodi di fama incontrastata e quasi mitica come il Plutarco delle ""Vite parallele"": l'ultimo forse degli scrittori antichi in cui, fra Settecento e Ottocento, si riconobbe lo spirito di un'Europa ancora culturalmente unitaria. Al modello esemplare degli eroi plutarchiani guardarono ammirati Federico di Prussia e Washington, Roberspierre e Napoleone: e si sa quale fremente emozione suscitò nell'Alfieri la letteratura delle biografie. Più tardi, il positivismo scientifico sancì il declino dello scrittore, riducendolo al ruolo di uno storico impreciso e contestabile. Ma storico Plutarco non fu né volle essere. Al centro della sua narrazione egli non pone mai la situazione o gli eventi , che pur evoca con tratti vivaci, ma l'uomo, con la sua personalità e la sua morale, le sue esperienze, emozioni, passioni. E a rendere l'essenza dell'uomo, gli sembra più efficace 'un breve episodio, una parola, un motto che non battaglie con migliaia di morti, grandi schieramenti di eserciti, assedi di città'. L'arte di Plutarco sta nell'atmosfera di umana grandezza, nel senso pensoso di un destino che si delinea attraverso le scelte imposte dal carattere e dalle ambizioni personali, ma anche dall'incidenza misteriosa del fatto: un mondo di prepotente vitalità, di tensione, di dramma, alla cui suggestione è difficile sottrarsi. La BUR ha iniziato con le 'Vite' di Alessandro e Cesare la pubblicazione dell'intero ciclo delle biografie plutarchiane, a ciascuna delle quali è premessa una propria specifica introduzione. Questo quattordicesimo volume è dedicato alle imprese di Pelopida e Marcello: il primo fu artefice, insieme ad Epaminonda, dell'egemonia tebana; il secondo sconfisse i Galli e combattè contro i cartaginesi nella seconda guerra punica, conquistando Siracusa e fronteggiando ripetutamente Annibale. Ambuedue però si esposero sconsideratamente al pericolo di morte, privando le rispettive patrie di validi [...]"