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L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache

L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache
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Brossura:
216 Pagine
Editore:
Einaudi
Pubblicato:
10/06/2014
Isbn o codice id
9788806218881

Descrizione

Casa di riposo Villa delle Betulle. Agile è un vecchiaccio con un odio viscerale per tutto, tranne che per i suoi compari: Guttalax, così chiamato perché "più stitico di un bambolotto", sempre pronto ad assecondare chiunque; Rubirosa, dal nome dell'ex playboy Porfirio Rubirosa, i capelli tinti di nero e una smaniosa attrazione per qualsiasi donna gli capiti a tiro, purché over 60; e Brio, il braccio armato del gruppo, che in tasca nasconde una fionda con la quale, nonostante il Parkinson, è un cecchino. I quattro devono vedersela ogni giorno con Capitan Findus, ex ammiraglio della marina in pensione, e i suoi due scagnozzi per il controllo della casa di riposo. Quando le "Miserabili Monache" dell'ordine di santa Lavinia d'Oriente organizzano una gita a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo II, Brio propone agli amici un piano segreto: scappare, occupare la sede di Rete Maria, annientare padre Anselmo da Procida con la sua insopportabile zeppola, e recitare in diretta il rosario delle diciotto, finalmente come Dio comanda. Agile coglie la palla al balzo: a Roma vive Flaminia, la donna che cinquanta anni fa gli ha spezzato il cuore, e lui deve ritrovarla. Un'avventura scatenata e scorrettissima, che racconta l'ultimo, disperato, tragicomico guizzo di libertà di quattro vecchi amici prima del tramonto.

La nostra recensione

“Il riso fa buon sangue”, dicevano i nonni - be’, lo dicevano anche del vino, se è per questo... - ed è proprio la “risata” la protagonista del nuovo romanzo di Marco Marsullo, che torna in libreria dopo il successo di Atletico Minaccia Football Club. Chissà mai se il detto dei nonni (sia il primo che il secondo) corrisponda proprio a verità, è invece garantito che il riso giova alla lettura, sempre che il tutto sia sostenuto, come in questo caso, da ironia, arguzia, intelligenza, fantasia e da personaggi “indovinati”. Ingredienti che sono perfettamente miscelati in questo romanzo dal titolo lunghissimo che strizza l’occhio a Monicelli, e non a caso. In fondo, se mettiamo insieme la comicità genuina di Amici miei, il realismo popolare de I soliti ignoti e aggiungiamo l’inventiva surreale e dinamica, molto dinamica, della scrittura di Marsullo, ecco che ci ritroviamo tra le mani un “ritratto generazionale” della vecchiaia assolutamente irresistibile. La forsennata avventura di questi quattro vecchietti d’assalto ci restituisce quello che, in fondo, in cuor nostro tutti speriamo di attraversare nell’ultima stagione della vita: un guizzo di libertà, con slanci, cadute, gioie e dolori, ma soprattutto con tanto divertimento. Ci sono colpi di scena a raffica, situazioni esilaranti, ricche di gustose battute e azione, tanta azione, a dispetto dell’età e degli acciacchi dei protagonisti. Ma soprattutto c’è il gusto del racconto, l’intreccio degli episodi che conduce i quattro amici a compiere azioni eroiche, colorite e beffarde, che rendono brillante l’atmosfera di tutto il romanzo. Un esemplare romanzo d’evasione che ha precedenti illustri e geniali in Jerome, Chesterton e Wodehouse, ma con una tradizione anche italiana che riporta a Zavattini, Guareschi, Benni dei quali Marsullo sa riprendere ed esaltare i lampi di vivace comicità, integrandoli con una rappresentazione ricca di immagini che scorrono con un ritmo cinematografico. E, comunque, in questo romanzo effettivamente “si evade”, ci si carica d’entusiasmo, entusiasmo da lettori, ovvio, cioè quella piccola soddisfazione senza pretese che si prova leggendo una storia divertente sì, ma mai banale e scontata. Insomma, non ci resta che ridere.
Antonio Strepparola