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La città divisa. Le parti e il bene comune da Dante a Guicciardini

La città divisa. Le parti e il bene comune da Dante a Guicciardini
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Rilegato:
620 Pagine
Editore:
Il Mulino
Pubblicato:
01/01/2003
Isbn o codice id
9788815093745

Descrizione

La formazione di due schieramenti contrapposti che si affrontano con la lotta politica, con i processi (anch'essi politici), con le armi è una caratteristica strutturale dei Comuni medievali. A questa lotta faziosa che divide la città in 'parti' cercano di porre rimedio, agitando l'ideale del bene comune, i grandi domenicani dell'età di Dante; tuttavia la mentalità e la cultura del tempo vivono e respirano dentro l'etica della vendetta e dello spirito fazioso. A partire da queste premesse medievali, il libro affronta l'imponente attività svolta nel XV secolo dagli ordini religiosi, e specialmente dai francescani osservanti, allo scopo di arginare la violenza endemica nella vita cittadina. Mentre novellieri e umanisti offrono un'immagine satirica o critica dell'intraprendenza dei frati, Machiavelli riprende la questione delle lotte faziose, interpretandola in modo nuovo, e Guicciardini, attentissimo alle ragioni del bene comune, emerge, nella crisi italiana culminata nel Sacco di Roma del 1527, come l'interprete critico delle mistificazioni, capace di lucide analisi razionali, ispirate a un alto senso della dignità e dell'onore.